Ciao mamme, ciao papà ❤️

Se c’è una cosa che sorprende quasi tutti i genitori nei primi mesi di vita è il fatto che i piccoli, dopo essersi finalmente rilassati ed esere crollati, dopo poco iniziano improvvisamente… a muoversi! A fare smorfie! Ad agitare le braccia e ad emettere piccoli suoni!

A quel punto il dubbio arriva puntuale, e con spavento ci si chiede:
“Si sta svegliando?”

Non vi preoccupate. La risposta, molto spesso, è no.
In quel momento i vostri bambini stanno semplicemente attraversando una fase normale del sonno, tipica della loro età.

Nei primi mesi di vita, infatti, il sonno dei neonati è molto diverso dal nostro e segue regole proprie. Conoscerle aiuta tantissimo a vivere le notti con più serenità. Scopriamole insieme!

Come funziona il sonno dei neonati

Alla nascita il sonno non è ancora maturo come quello degli adulti. Non esistono ancora le diverse fasi che conosceranno poi crescendo, e il riposo si divide principalmente in due grandi momenti:

sonno attivo
sonno quieto

Queste due fasi si alternano continuamente durante la notte e durante i pisolini.

Ed è proprio qui che nasce gran parte della confusione dei genitori.

Cos’è il sonno attivo

Il sonno attivo è la fase più movimentata.
Durante questo momento un bambino può:

  • muovere occhi e palpebre sotto le palpebre chiuse,

  • fare smorfie,

  • aprire leggermente gli occhi (!),

  • muovere braccia e gambe,

  • emettere piccoli versetti,

  • avere un respiro irregolare,

  • fare piccoli scatti o movimenti improvvisi.

Agli occhi di un adulto sembra quasi sveglio, o sul punto di svegliarsi, ma in realtà sta ancora dormendo.

Questa fase è fondamentale per lo sviluppo cerebrale, perché è proprio qui che il cervello lavora intensamente per organizzare e consolidare le nuove esperienze.

Nei neonati, il sonno attivo occupa una grande parte del riposo totale, molto più di quanto negli adulti si manifesta la cosiddetta fase REM. Ed è per questo che il loro sonno appare così agitato!

Cos’è il sonno quieto

Il sonno quieto è la fase più profonda e tranquilla.

Qui il bambino appare completamente rilassato:

  • il respiro diventa regolare,

  • i movimenti si riducono,

  • il corpo è disteso,

  • è più difficile svegliarlo.

È la fase in cui il riposo è più stabile e ristoratore.

Durante la notte, ogni bambino passa continuamente dal sonno attivo a quello quieto, e viceversa.

Perché spesso li svegliamo senza volerlo

Molte volte, vedendo i nostri piccoli muoversi o emettere suoni, interveniamo subito pensando che si stiano svegliando. Allora li prendiamo in braccio, diamo loro latte, li culliamo… eppure in realtà erano ancora addormentati e avrebbero potuto continuare a dormire ancora un po’ anche senza il nostro intervento.

Questo è uno dei motivi per cui, a volte, le notti sembrano più frammentate di quanto sarebbero naturalmente.
Per questo invito sempre ad osservare qualche secondo in più prima di intervenire.

Con il passare dei mesi, in ogni caso, il sonno maturerà, organizzandosi in cicli più simili a quelli degli adulti fino a diventare via via più stabile. Cambiamento che potremo iniziare ad osservare (ebbene sì!) dal quarto mese in poi, con la famosa regressione…

Conoscere il sonno dei neonati è importante

In questo articolo abbiamo imparato come non ogni movimento sia un risveglio, e non ogni versetto richieda un intervento: almeno nei primi 3 mesi.

Il più delle volte, quei movimenti che osserviamo sono solo la traccia del sonno attivo, e ci testimoniano che i piccolo stanno semplicemente dormendo… a modo loro.

Per questo conoscere il sonno dei neonati e la loro struttura è così importante: perché sapere che un bambino può muoversi e fare rumori mentre dorme aiuterà tanto noi a ridurre l’ansia, quanto loro (e la famiglia intera) a vivere notti più serene, e a riposare meglio.

Un abbraccio,
Tata Elena 💛