Ciao mamme, ciao papà ❤️

Sulla carta so che è così per tutti: i papà sono figure fondamentali e volentieri affideremmo loro parti dell’addormentamento o della giornata, se sapessimo come. E tuttavia, in particolare con l’inizio dell’attaccamento, ad una certa età proporre addormentamenti differenti diventa complicato.

E allora che succede? Si rimanda, si aspetta, e mese dopo mese i papà rischiano di trasformarsi in una figura esclusa dalla buonanotte. Eppure il loro ruolo può essere cruciale non solo nelle età più avanzate, dai due anni in poi, ma anche prima: e anche la sera, in relazione all’addormentamento.

Nell’articolo di oggi parleremo proprio di questo: dei papà, di cosa provano, e di come coinvolgerli di più nella routine serale, per alleggerire voi mamme di qualche compito ogni tanto, ma anche poi soprattutto per definire un’igiene del sonno corretta e variegata, che aiuti i piccoli a riposare bene in più modi, con più figure, e quindi in definitiva a sviluppare una maggiore sicurezza interna.

Siete pronti? Parliamo dei papà!

Il ruolo insostituibile del papà

Il legame tra la mamma e il neonato è senza dubbio incredibile. Dopo aver passato 9 mesi nel ventre materno e aver vissuto un contatto tanto viscerale, è normale che i papà non possano contare da subito su una stessa sintonia, quando si tratta di addormentamenti.

Eppure, la loro presenza è fondamentale per lo sviluppo emotivo e sociale di ogni piccolo. Non a caso, studi hanno dimostrato come i bambini che hanno un rapporto stretto con entrambi i genitori sviluppino una maggiore sicurezza in se stessi e migliori abilità sociali (Lamb, M. E., 2010, “The Role of the Father in Child Development).

E questo si ripercuote anche nel sonno! La capacità di dormire con entrambe le figure di riferimento apre a più modalità di addormentamento, dato che ogni genitore svilupperà il proprio stile e il proprio approccio. Questa capacità trasmessa di legare il sonno a più opzioni tende a fornire maggiore sicurezza nei piccoli quando arriva l’ora di dormire.

E poi, non dimentichiamoci che il loro coinvolgimento ha effetti positivi anche sul resto della famiglia! Una routine serale col papà significa afforzare il senso di competenza nel ruolo genitoriale dei padri stessi, aumentandone la soddisfazione personale e consolidando il legame padre-figlio. Le mamme invece, del canto loro, grazie a questo approccio possono vedersi alleggerite nel carico quotidiano, guadagnando attimi preziosi di riposo e un equilibrio di coppia migliore.

Cosa provano i papà

E tuttavia, proprio per le difficoltà che derivano dal proporre l’intervento dei papà in momenti concitati come possono essere gli addormentamenti, può accadere spesso che la loro figura risulti un poco esclusa da alcune dinamiche della vita quotidiana.

Questo, più il timore legittimo di non riuscire a creare un legame con il proprio bimbo simile a quello della madre, può a volte portare i papà ad approcciarsi alla routine serale con un pizzico di preoccupazione. Soprattutto in determinate fasi di crescita, che vengano mostrate preferenza per la mamma nelle fasi di maggiore stanchezza è assolutamente naturale, e proprio per questo è importante comprendere che si tratta di una fase temporanea, e che la perseveranza porterà presto a risultati.

Provare è fondamentale, quando si parla di routine. Difficilmente troverete mai qualcosa che funzioni la prima volta, senza difficoltà: superare questo timore allora, e superare anche le paure o la frustrazione che deriva da primi approcci non riusciti, sarà cruciale per rendere i papà più centrali anche la notte.

 

Strategie per coinvolgere i papà nella routine serale

Coinvolgere i papà, dunque, si deve. Ma come?

Partiamo da un presupposto: serve costanza, pazienza e perseveranza. Questi tre fattori sono fondamentali. Se inizialmente il bambino dovesse mostrare resistenza, è cruciale che non ci si scoraggi. Come anticipato, le prime volte potrebbero richiedere più tempo, o qualche lamento, ma vi chiedo: state facendo per caso ai piccoli alcun male? Se non è così, allora di cosa dovete avere paura? Un approccio sereno, pacato e rilassato da parte di entrambi i genitori aiuterà i piccoli a percepire le routine serali col papà una cosa normalissima.

E in questo modo, ad accettarle.

Partite magari da brevi momenti di intimità quotidiana. Non fare nulla di giorno e passare poi diretti alla sera potrebbe essere poco conveniente. Se ce n’è modo, affidiamo ai papà qualche pisolino, o facciamo comunque attenzione che durante il giorno passino tempo con i piccoli anche svolgendo attività che non sono il gioco.

In generale, consiglio di strutturare una routine condivisa. La routine della buonanotte deve poter avere più possibilità, più opzioni: stabilire insieme una serie di attività rilassanti da svolgere ogni sera può aiutare i piccoli a sentirsi al sicuro e a loro agio con entrambi i genitori. Bagnetto, favole, nina nanna: la routine non è solo metterli a letto, ma creare la condizione per cui possano rilassarsi progressivamente. In questa routine deve essere coinvolto anche il papà.

Anche il metodo di addormentamento deve essere alternato.

Se i piccoli dormono solo al seno, non potranno mai farlo con altri: servirà sia che le mamme alternino ogni tanto le loro modalità, sia che i papà sviluppino dei loro modi di metterli a letto.

Per riuscirci al meglio, comunicare apertamente è essenziale. È importante che mamma e papà comunichino tra loro riguardo le proprie emozioni, le paure, le aspettative. Questo rafforza la coppia e crea un ambiente familiare armonioso, nel quale il bambino può crescere serenamente e, soprattutto, abbandonarsi al sonno con tranquillità.

O se volete, beh, lo sapete! Le mie dirette in area riservata sono aperte anche ai papà, quindi per qualunque consiglio o suggerimento, sono sempre qui per voi!

Per tutte queste ragioni, non sottovalutate l’importanza dei papà nelle routine serali. Anche se inizialmente potreste incontrare delle difficoltà, la loro presenza costante e amorevole è fondamentale tanto per i piccoli quanto per le mamme. Provare per credere!

Un abbraccio,

Tata Elena